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Windows Live Spaces di Federico

Mescola insieme i tuoi sogni e la tua allegria, il tuo ottimismo e la tua caparbietà. Non mollare mai e il traguardo finale sarà grandioso.
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Federico

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October 01

24: Redemption

 

Citazione

    
March 09

Pasini sembri veramente un fenomeno!!!!!!!!!!

250cc - Losail - Mattia Pasini vince al debutto

newsCome Manuel Poggiali a Suzuka nel 2003. O come Daniel Pedrosa la stagione successiva a Welkom. Mattia Pasini accosta il proprio nome a due ex-campioni del mondo della 250cc, vincendo al debutto nella quarto di litro per un ideale passaggio di consegne con Jorge Lorenzo, che volato in MotoGP ha lasciato la sua Aprilia ed il suo staff tecnico con la direzione di Giovanni Sandi. Il riminese, emozionatissimo come giusto che sia, è stato autore di una gara semplicemente perfetta: ha controllato all'inizio conservando gli pneumatici, ha spinto nel finale, riuscendo addirittura a spiccare una sequenza di tornate record con la perla dell'1'59"447 a due dal termine. Veramente da applausi, trionfo italiano in quella che doveva essere una "fiesta" iberica, con Debon, Barbera e Bautista attesi protagonisti. Il primo ha commesso qualche errore di troppo, chiudendo quarto e preceduto da Mika Kallio che ha così salvato il bilancio KTM. Bautista, capoclassifica all'inizio, si è dovuto arrendere per un calo eccessivo degli pneumatici, un pò lo stesso capitato a Hector Barbera, secondo per una gara bellissima chiusa nel peggiore dei modi, vedendosi recuperare ben 3" dagli inseguitori. Insomma, è stata scritta una nuova pagina nella storia di questa categoria, per una due-e-mezzo orfana di Lorenzo, Dovizioso e De Angelis che trova subito un nuovo atteso protagonista, quel Mattia Pasini che può davvero far sognare il motociclismo italiano. Parlando degli altri rappresentanti tricolori, caduto all'inizio Marco Simoncelli, c'è poca gloria per Robarto Locatelli, ottavo dietro ad un Karel Abraham di un'altra pasta rispetto a quanto visto lo scorso anno. A punti anche i portacolori Gilera-Campetella Lai e Poggiali, fuori dai giochi Alex Baldolini, out negli ultimissimi passaggi quando era ben piazzato in classifica.

Cronaca di Gara

Grande spunto al via (partenza anticipata?) di Luthi, subito leader davanti a Kallio, Bautista, Debon e Barbera, quest'ultimo quasi a terra per un contatto al via proprio con il capoclassifica di gara. Nessun incidente, partenza ritenuta valida dai commissari di gara fatta eccezione per un piccolo quanto significativo particolare: viene confermato il "jump start" con protagonista Luthi, ride through in vista e gara ormai compromessa. Tuttavia Bautista, alle spalle dello svizzero, non vuol perder tempo, lo passa subito e poco più avanti sarà la volta di un rimontante Barbera, secondo con a seguire il "trasparente" Luthi, Kallio, Debon e Pasini. Giunti al quarto giro Thomas Luthi sconta la penalità, riparte 19° con solo la Yamaha di Doni Tata Pradita alle sue spalle.

Mentre si ritira Imre Toth, il suo compagno di squadra e "quasi dipendente" Hector Barbera recupera qualcosa sul fuggitivo Bautista, prospettando una bellissima lotta tutta in salsa spagnola. Dietro di loro è già grande bagarre per un posto sul podio, con Debon davanti a Kallio, Pasini e, incredibile, Takahashi con una delle due Honda superstiti nella griglia della due-e-mezzo. Torniamo a raccontare la lotta per la prima posizione: settimo giro, Barbera attacca e passa in fondo al rettifilo da oltre 1 kilometro Bautista, salvo arrivare lungo e accodarsi dietro alla RSA #19. Propositi rimandati al giro successivo, quando Hector riesce nella manovra e prende per la prima volta il comando delle operazioni.

Vola a terra, purtroppo non una novità, Marco Simoncelli, le speranze italiane sono riposte nella totalità verso Mattia Pasini, in grado di passare al nono giro Debon e portarsi in terza posizione, primo degli inseguitori. Il riminese, tirandosi dietro Debon e Kallio, recupera terreno su Bautista, tanto che a otto giri dalla bandiera a scacchi è ormai preso. Debon, da buon opportunista, capisce il momento e passa prima Pasini e poi Bautista, prende la seconda posizione e cerca un difficile ma non improbabile riaggancio con il fuggitivo Barbera. Dietro Pasini ha qualche difficoltà più del previsto a passare un remissivo (qualche problema tecnico?) Bautista, ci riuscirà con ritardo aprendo la porta anche ad un successivo attacco di Kallio e Takahashi. Riepiloghiamo la classifica: Barbera leader in solitaria, seguono Debon, Pasini, Kallio, Takahashi e Bautista, quest'ultimo avvicinato anche dal positivissimo Karel Abraham.

A cinque giri dalla fine succede l'impensabile: Barbera perde terreno, Debon lo ha già nel mirino e dietro Pasini, "spinto" da Kallio, realizza il nuovo giro record in 1'59"447. Si riapre improvvisamente la gara, ormai viviamo una lotta a quattro con emozioni incredibili al 18° giro: Debon passa Barbera che risponde ed entrambi vengono letteralmente "mangiati" da Mattia Pasini. Debon commette successivamente un errore, la corsa ormai giunge al termine e non c'è più storia: Pasini, al debutto in 250cc, vince per una gara semplicemente perfetta, regalando all'Aprilia la prima vittoria del dopo-Lorenzo. Sul podio Barbera e Kallio (da applausi il finlandese per una KTM in netto ritardo), quarto Debon con a seguire Takahashi, Bautista, Abraham, Locatelli, 12° Lai, 14° al ritorno Poggiali. Fuori dai giochi come detto Simoncelli e Baldolini.
February 20

Intervista a Kimi Raikkonen

Per la prima volta dopo essere diventato Campione del Mondo, il riservato e schivo ferrarista si confessa a 360°, raccontando i suoi stati d'animo piu' nascosti, i ricordi della sua carriera e della sua giovinezza e i suoi obiettivi per il futuro. Un'intervista da non perdere per tutti i tifosi del pilota finlandese... e per quelli che, magari, lo diventeranno dopo averla letta.

Chi e' ‘Iceman il pilota’? … e chi ‘Kimi Matias Raikkonen l’uomo’?
Sono la stessa persona, anche se devo dire che sono diverso quando lavoro rispetto a quando sono a casa, con la famiglia o gli amici. Sono situazioni diverse. Con ogni probabilita' tutti cambiano leggermente sul lavoro rispetto a quando si rilassano.

La gente ti vede timido, riservato e serio. Ma il team dice che scherzi, ridi e sei un chiacchierone. Perché quando fai un’intervista o parli con la gente nel paddock, sembri una persona chiusa e timida?
Forse parlo molto quando non ho molto da fare... Scherzi a parte, non saprei. Sono sempre stato cosi' e con ogni probabilita' lo saro' sempre. E’ cosi' che lavoro … Funziona, quindi non vedo motivi per cambiare.

Cosa hai pensato quando sei arrivato in Formula 1, quando sei approdato in un team prestigioso come la McLaren e quando sei passato da un grande team a un altro con l’arrivo in Ferrari? Cosa ti sei detto?
Non ricordo granche' dei primi test e della prima esperienza. Era tutto elettrizzante e nuovo. E’ stato un anno divertente. Certo, ci sono state anche delle delusioni, ma sono inevitabili quando si affronta un’esperienza nuova. Ci provi, ma a volte non sai con esattezza cosa devi e non devi fare. E’ stata una stagione piu' che positiva per il team. Mi sono trovato bene alla Sauber. Subito dopo sono passato alla McLaren, dove sono rimasto per diversi anni. E’ stato un bel periodo, anche se ci aspettavamo risultati migliori. Infine, il passaggio alla Ferrari. E’ stata la miglior chance che abbia avuto finora. Ho vinto la prima gara, con sei successi a fine stagione e il mondiale. Inoltre, mi piace lavorare in Ferrari. Come ho detto prima, c’e' una bella atmosfera. Mi fanno fare quello che voglio e lavoriamo bene insieme. Mi trovo bene in Ferrari. E’ senza dubbio l’esperienza migliore tra quelle che ho fatto in Formula 1. Da questo punto di vista, riesco a godermi la Formula 1 piu' di quanto abbia fatto in precedenza.

Cosa hai pensato la prima volta che ti sei ritrovato solo dopo aver vinto il mondiale? Magari davanti allo specchio…
Non ero davanti allo specchio, ma ero molto contento perché finalmente avevo ottenuto quello che sognavo da sempre. E’ stata una sensazione stupenda. Li' da solo pensi a tutti gli anni che ci hai messo per arrivare a quel punto. E’ stata una sensazione unica intensa, visto anche il modo in cui ho vinto.

Cosa era la Formula 1 per te da bambino o cose e' ora da campione del mondo? Ti piace questo tipo di Formula 1?
Da bambino guardavo i Gran Premi. Tutti sognavano di diventare pilota, io invece ho iniziato a pensarci a 18-19 anni. E’ a quell’eta' che ho cominciato a pensare di fare davvero questo mestiere. Prima di allora, cambiavo da un secondo all’altro sognando di diventare questo o quel personaggio, anche di altri sport. Ora la Formula 1 e' il mio lavoro, ed e' anche quello che amo fare. Adesso me la sto godendo piu' di prima perché ho vinto. Mi piace guidare e gareggiare. Certo, in Formula 1 non si fanno solo cose stupende, ma fa parte del gioco.



C’e' chi ha detto che sei un pilota sfortunato perché hai perso due mondiali. Cosa ne pensi ora? Hai mai pensato di essere sfortunato?
In alcuni momenti la fortuna non e' stata dalla mia parte, ma c’erano anche molti altri motivi. Le cose avrebbero potuto andare diversamente qualche anno fa, ma per lo meno ho vinto l’anno scorso. Inoltre, quando si perde, si impara sempre qualcosa. Non e' il modo piu' piacevole per imparare, ma da un certo punto di vista, aiuta. Ora sono contento e non penso molto alla fortuna. Se lavori sodo, ottieni quello che vuoi.

Come sono i rapporti con il presidente Montezemolo? Ha detto che la frase piu' lunga che ti ha sentito pronunciare e' stata: ‘Sono molto contento di guidare una Ferrari’.
No, non e' proprio cosi'. Credo ce ne siano state di piu' lunghe. Siamo in ottimi rapporti. E’ una persona molto alla mano. Sa essere duro quando e' necessario, ma e' anche molto amichevole e giusto con tutti. E’ molto gentile, come tutti in Formula 1… o meglio in Ferrari. E’ una brava persona.

Pensi di piacere alla gente?
Non saprei. Chiedetelo a loro. Non mi interessa in modo particolare. Sicuramente ci saranno persone alle quali piaccio… e persone alle quali non piaccio, ma non credo si possa per forza essere simpatici a tutti, quindi faccio quello che voglio e se non piaccio alle gente, pazienza. Non e' un problema mio.

Quali sono i tuoi obiettivi? Vincere tanti mondiali quanti ne ha vinti Schumacher? Oppure diventare il pilota piu' ‘vecchio della Formula 1?
Di certo non voglio diventare il pilota piu' vecchio della Formula 1 mi fermero' prima. Voglio ottenere buoni risultati e vincere il maggior numero possibile di gare e mondiali. Non mi sono prefisso di infrangere il record di altri piloti o di restare in Formula 1 piu' di chiunque altro. Lo faro' finche' sara' una bella esperienza … e mi piacera'. Il giorno in cui non dovessi piu' divertirmi, mi fermero'.

Eri serio anche da bambino, quando correvi sui kart?
Chi? Io? Ero un bambino, quindi era tutto piu' divertente. Non era tutto cosi' serio. In Formula 1 si fa molto sul serio. Sono situazioni diverse. Allora era un gioco era molto piu' divertente.

La cosa piu' pazzesca che hai fatto da bambino? … Magari con tuo padre che urlava: ‘Basta Kimi… vieni qui!’…
Non saprei. Ce ne sono state parecchie. Ne ho combinate troppe per ricordarne una in particolare…

Che tipo di bambino eri?
Ero piuttosto scatenato, sempre a fare quello che non dovevo. E’ sempre stato cosi'.

C’e’ una cosa che non rifaresti? Qualcosa di pazzesco …
No. Per ora no.

Vorresti una famiglia numerosa?
Non so. Voglio avere dei figli, ma non ora perche' sono troppo impegnato… Quando si hanno dei figli, e' bello anche poterli vedere. Dovremo aspettare qualche anno.

Pensi di poter essere un bravo padre?
Non saprei. Vedremo… penso di potermela cavare.

Non ci avevi mai pensato? Pensi di essere ‘figo’?
Sono quello che sono … e sono contento di me stesso. Tutto qui.

E sei sempre te stesso?
Si'. Non vedo perché si debba cambiare. Se cerchi di essere quello che non sei, la vita non e' piu' diventente e piacevole.